Questa è una poesia lunga

Questa è una poesia lunga
17 marzo 2016 mauro

Mi chiedo se le nostre ragioni
sono più sacre che sante

poi mi addormento un po’ perché la rivoluzione non russa, si sa
e la rivoluzione è domani,
domani all’alba ci ergeremo
come un plotone di pendolari che riemerge dalla metropolitana e si riversa in strada
ma io comincio male

sverso il caffellatte sulla tovaglietta americana
con una pin up che mi ricorda la grande depressione del lunedì mattina
della chat di whatsapp delle mamme di prima elementare
della chat di whatsapp di famiglia
della chat di whatsapp di cosa faremo il prossimo weekend
io mi arrendo
la rivoluzione non fa per me
non c’ho le palle io
dovrei asciugare il caffellatte versato
dovrei rispondere alla chat numero 1, poi alla 2, poi alla 3
ma sono ancora le 7.15 di lunedì e la chat di lavoro
mi ricorda le 4 fatture non pagate da sollecitare
ma tanto non paga nessuno
però l’IVA arriva
e tu lasciala andare
ma io non la lascio andare
perché io non c’ho le palle di fregare lo Stato
di cambiare il mio stato su whatsapp
e dire al mondo fanciullo
no, volevo dire fanculo
ma il correttore fa per me
e allora dono un dito medio alla Borsa
faccio le valigie
per svaligiare il nostro futuro
prima che ci porti via tutto